Parlamento Europeo – Intervento
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BRUXELLES
20 Marzo 2012
Intervento Alberto Zaccagni
- Presentazione – slide 1
Alberto Zaccagni GIARDINIERE in Pantelleria
Presidente Associazione Apnea Pantelleria
Responsabile Progetto “Un punto nel mare”
Mandato per rappresentante il sindaco del Comune di Pantelleria
- Introduzione – slide 2 (foto piattaforma audax)
L’apparizione della piattaforma Audax Energy sul chiaro orizzonte occidentale di Pantelleria il primo agosto 2010 ha segnato uno spartiacque nella conoscenza dei diritti e doveri dei cittadini della nostra isola. Da quel giorno è iniziato per alcuni di noi l’impegno di capire prima, e informare poi, tutti gli isolani di ciò che stava accadendo al nostro mare, al nostro ambiente, al nostro futuro.
- Convegno giugno 2011 – slide 3 (locandina o invito)
Lo strumento che abbiamo reputato consono all’informazione sul territorio è stato organizzare un convegno. Relatori del mondo scientifico e tecnico, la presenza di rappresentanti politici nazionali, regionali, provinciali e del nostro comune, il supporto di associazioni ambientaliste, la partecipazione del mondo religioso nella persona del ns vescovo Mons. Domenico Mogavero, un nutrito pubblico ed una campagna mediatica ben orchestrata, attraverso tutte le vie comunicative sono stati gli ingredienti dell’evento conventuale. Il tema scelto dalla nostra associazione “Apnea Pantelleria”, attraverso il progetto “Un Punto Nel Mare”, è stato la biodiversità marina nel Canale di Sicilia correlato allo studio d’impatto ambientale nella ricerca d’idrocarburi. Il convegno “Un punto nel mare” è stato quindi una nuova pietra miliare. Due sono stati i principali risultati: il primo essere stato megafono del rischio in corso nel Mediterraneo la cui eco, superando i confini di Pantelleria è arrivata a livello nazionale e internazionale; e secondo essere stato incubatore di un pool di esperti e tecnici e persone sensibili che legati da sentimenti e credi comuni, forti di sapienze di vertice nei propri campi ha lavorato insieme per presentare l’
- Opposizione istanza d 364 cr ax – slide 4 e 5 ( immagini mappa canale Sicilia con concessioni.)
Nel luglio 2011 la società australiana Audax Energy ha presentato istanza di ricerca d’idrocarburi proprio sui banchi del Canale di Sicilia, gli stessi riconosciuti aree di massima biodiversità e fondamentali alla vita marina del Mediterraneo, durante i lavori del convegno appena svolto. L’area richiesta in concessione era situata a cavallo dei banchi Talbot e Pantelleria. A termini di legge abbiamo quindi presentato una opposizione formale al Ministero Ambiente, di concerto con numerose associazioni nazionali, con comitati spontanei, consorzi di pesca, il Comune di Pantelleria e quello di Sciacca. Tale richiesta di ricerca avrebbe previsto l’uso di strumenti invasivi e letali quali
- Air gun e sistemi di ricerca invasivi – slide 6 (video air gun a Pantelleria)
Come forse sapete gli air gun che sentiamo adesso in azione a Pantelleria registrati da una distanza di circa 25 miglia ,non sono altro che bombe ad aria compressa le cui onde sonore riflettendosi sul fondale disegnano il sottosuolo sino a 3000 metri di profondità…possimo immaginare cosa avviene alla fauna marina? Ai mammiferi marini che hanno apparati uditivi simili ai nostri, o agli elasmobranchi e comunque a tutte le forme di vita marina che trovano il proprio equilibrio e orientamento proprio in base a un gioco di pressioni e vibrazioni?
Abbiamo quindi valutato il lato economico della società richiedente, l’Audax Energy Italia, come d’altronde quasi tutte le company che insistono con concessioni sul territorio e sul mare tra Pantelleria, le isole Egadi e la costa occidentale siciliana, non possono dare garanzie sufficienti di professionalità non avendo nessun dipendente, né aver mai svolto questo tipo di lavori precedentemente. Inoltre, l’esiguo capitale sociale rende palese quanto non fossero affidabili per far fronte ad un eventuale danno ambientale. Pare già qui incredibile come tali garanzie non siano requisiti vincolanti per rilasciare tali concessioni da parte del nostro stato italiano.
- Pronunciamento commissione VIA – slide 7 (documento V.I.A.)
Nel gennaio 2012 per la prima volta nella storia italiana la Commissione Valutazione Impatto Ambientale (V.I.A.) del Ministero dell’Ambiente, si è pronunciata con parere negativo all’istanza d 364 cr ax, adducendo le stesse motivazioni presentate dal nostro pool di ricerca, di massima biodiversità e nursery della vita marina sui banchi del Canale di Sicilia, rigettando così l’istanza richiesta dall’Audax Energy.
- Tutela dei banchi e biodiversità – slide 8 (foto mobule)
Dopo questo sensazionale successo, adesso ci sentiamo pronti ad andare oltre. Abbiamo formato un piccolo movimento di idee e forza che si stà propagando e si vuole propagare ovunque. Il momento è sicuramente propizio e larghi strati di opinione pubblica sono pronti a recepire ed a capire quanto sia inderogabile che il Mediterraneo vada protetto e tutelato. Un danno ambientale in un punto strategico per la vita marina e non solo, come il Canale di Sicilia, a causa anche delle correnti che lo interessano e per la centralità che occupa nel Mediterraneo, sarebbe deleterio per il mare tutto e per decine e decine di anni. La peculiarità del nostro ambiente marino, la ricchezza di vita che racchiude e la fondamentale importanza che riveste per gli equilibri della vita delle popolazioni mediterranee, ci spinge a batterci adesso per un obbiettivo di protezione e tutela da altri drammatici rischi e attacchi quali
- Pesca illegale – rif. UNCLOS – slide 9 (mappa confini italiani e perciò europei)
Sono latore delle testimonianze dei soci della nostra associazione e non solo, uomini che vivono i banchi e il mare da anni, che hanno visto e vedono diminuire in maniera esponenziale la presenza di vita marina. Seppur tutti di semplici estrazioni, conosciamo il mare, lo viviamo sopra e sott’acqua e da un punto di vista che nessun scienziato può carpire dalle cattedre di studio. Del mare ne abbiamo beneficiato, ci ha sfamato, ci ha riempito la vita, gli dobbiamo molto. Vedere impotenti e sbeffeggiati marinerie illegali di tante parti del Mediterraneo, saccheggiare questi meravigliosi spot di vita e culle di infinita ricchezza ci ha fatto unire per poter dare voce ai muti pesci. Infrangendo le leggi internazionali United Nationn Convention Law Of Sea, marinerie pescherecce straniere uniti a bracconieri nazionali, senza il benché minimo controllo ogni anno calano migliaia di kilometri di strumenti di pesca, coadiuvati da tecnologie elettroniche sofisticate spesso illegali sui banchi Pantelleria,Talbot Avventura…Eppure sono territorialmente Italia, Europa, ma nessuna tutela o semplice controllo gli è tributata.
- Traffico marittimo nel Mediterraneo: oil spills – slide 10 (mappa oil spills)
Dividendo in due parti il Mediterraneo, lo stretto di Sicilia incanala nelle poche miglia delle sua larghezza, tutto il traffico marittimo che transita da Suez a Gibilterra. La pressione d’impatto risultante pone sotto fortissimi rischi i nostri mari. La mappa sugli sversamenti è inquietante, considerando altre forme inquinanti correlate al traffico e i potenziali rischi di incidenti pone come inderogabile la tutela del canale con conseguente monitoraggio e legislazione restrittiva sulle norme di navigazione e comportamenti delle navi in transito. Considerando il recente drammatico naufragio dell’isola del Giglio abbiamo purtroppo realizzato cosa può avvenire e con quali conseguenze ambientali e perdite di vite umane.
- Strumenti internazionali in atto UNCLOS –UNEMAP- Barcellona -
slide 11 (mappa UNEMAP)
Il complesso giuridico di norme e principi ratificati dalla Convenzione di Montego Bay (1982) noti come United Nation Convention Law Of Sea sono le leggi internazionali alle quali fanno riferimento con clausola di subordinazione gli impegni presi da tutti gli stati rivieraschi della convenzione di Barcellona e dell’intero sistema regionale Mediterraneo. Da questo il programma UNEP MAP prevede una strategia sostenibile mediterranea dove, in maniera forte e incidente, si definisce il Mediterraneo un mare semichiuso e costituisce un bene unitario e indivisibile sottoposto a gravi rischi di inquinamento e sovra sfruttamento. In questo quadro di accordi e convenzioni internazionali, europei, mediterranei e regionali quindi appare chiaro quanto sia importante e predisposta l’attenzione alla salute dell’ambiente e della biodiversità. Già infatti sono state identificate nel MAP varie zone di massima biodiversità ,vere nursery del Mediterraneo e tra queste il Canale di Sicilia e i propri banchi. Detto questo è giunta l’ora che si passi all’azione vista la convergenza di intenti che pare affiorare non solo nei convegni scientifici e nei tavoli tecnici e politici, tra le organizzazioni e consorzi di pesca, bensì anche tra la popolazione e gente comune e qui io ne sono il testimone e rappresentante. Mai prima d’ora il momento è propizio per lavorare insieme, per realizzare ciò di cui andremo fieri agli occhi delle future generazioni.
- Strumenti comunitari: Sic Marini offshore – slide 11
La comunità europea ha stabilito gli strumenti per riconoscere e individuare aree caratterizzate da ecosistemi unici e fragili, recepite in Italia come “Zone Protezione Speciale” (ZPS) e Siti Interesse Comunitario (SIC). Pantelleria ne è un esempio essendo un SIC costiero e quindi per la legge 128/10 è attualmente tutelata sino a 12 miglia dalla costa dalle ricerche idrocarburi. Prevedere, come già fatto per altro dalla regione Toscana, l’istituzione di SIC marini offshore incentrati sui banchi del Canale di Sicilia, i cui perimetri e regole non sono certo titolato a suggerire, materia questa di cui si occuperebbero gli enti preposti già esistenti a livello europeo e nazionale, potrebbe essere una risposta di soluzione ai tanti pericoli incombenti che ho testè illustrato. Quindi, Aree Marine Protette (AMP) offshore come presidio contro ricerche petrolifere/pesca illegale/oil spills e non solo, quali nursery naturali d’allevamento di avanotti di tantissime specie che poi sviluppate e migrate possono essere un importante volano economico per il settore della pesca fondamentale per la regione Sicilia.
- Pantelleria centro del mediterraneo sede per gestire le aree protette off shore – slide da 12 a 21 (foto di Pantelleria)
Viste e analizzate tante esperienze di AMP in Italia, è lampante quanto sia indispensabile ed evidente che il territorio sia investito d’importanza nella compartecipazione e gestione di tali aree. Solo riuscendo a coinvolgere le popolazioni prospicienti le aree interessate alla protezione possiamo sperare in un successo.
Quindi coinvolgere il territorio è la parola chiave. L’istituzione deve studiarne la gestione insieme, ponendosi come obbiettivi reali e primari il creare posti di lavoro tra la popolazione residente, favorire centri di studi scientifici, biologici e oceanografici, per formare al contempo le giovani generazioni, incentivare forme di turismo sostenibile, regolare la pesca in maniera economicamente remunerativa. Sono questi i suggerimenti che, essendo a contatto con le realtà isolane riporto a voi, sicuro che possano contribuire a formare quell’humus di consenso che può fare decollare l’idea di proteggere il nostro mare.
In questo senso visto la posizione geografica di centralità mediterranea dell’isola di Pantelleria, la vicinanza alle zona obbiettivo di tutela, le peculiarità che la costituiscono, pensiamo che sia la sede ideale per creare un polo, un modello sostenibile, un campo di studio e di azione unico e nuovo e al tempo stesso indispensabile per il Mediterraneo. Sono qui a nome dell’isola tutta e non posso perdere questa occasione per candidare la mia terra a questo importante ruolo di centralità nella salvaguardia del Mediterraneo.
- IL FUTURO CI ASPETTA!
Convegno 2012 Pantelleria un’isola Energica – slide 22
Come conseguenza logica alla nostra opposizione alla ricerca d’idrocarburi e per fare un passo verso il prossimo futuro, la nostra organizzazione UN PUNTO NEL MARE sta quindi organizzato il convegno per il prossimo giugno 2012, che quest’anno ha come tema l’isola di Pantelleria come modello di sostenibilità energetica. Progetti studiati da grandi scienziati calibrati specificatamente sulla nostra isola saranno presentati nei campi del geotermico di 3° generazione, energia da onde marine, da solare e da eolico. Ancora una volta il nostro obbiettivo sarà quello d’informare la nostra popolazione che cambiare è possibile trattando un altro dei fondamentali punti dei tanti che compongono il nostro mare.
· Carta Salata – slide 23
Vorrei concludere con un documento che mi sta personalmente molto a cuore.
Durante questo periodo d’intenso impegno abbiamo, durante il convegno del 2011, stilato un patto tra tutti coloro che condividono i nostri principi. La Carta Salata, firmata ormai da migliaia di persone, vuole siglare una convergenza di intenti che si trasforma in una promessa di impegno, firmandola.
Niente è richiesto, ognuno dentro di se può attuare la Carta Salata come meglio il suo animo giudicherà valido. Invito quindi coloro che reputano importante rispettare una parola data, a sottoscriverla adesso e diffonderla ognuno nel proprio mondo come tanti infiniti ambasciatori salati.